Bisceglie, domenica 22 aprile 2018
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LA STORIA DI BISCEGLIE II PARTE
CENNI STORICI A CURA DI SERGIO TATULLI
GLI ANGIOINI

Il periodo angioino inizia con la discesa di Carlo d'Angiò, fratello del re di Francia, che sollecitato dalla Chiesa la quale vede vacillare i propri interessi sotto il prosperare del regno Svevo, sconfigge e scaccia questi ultimi instaurando nel sud Italia una dinastia che durerà 180 anni.
Nel 1266 Bisceglie entra a far parte del feudo dei Conti di Monfort, che scesi al seguito di Carlo d'Angiò e per volontà sovrana tennero queste terre come propri feudi.
Tra il popolo di Bisceglie i più accaniti sostenitori degli Angioini sono i Falcone potenti e ricchi signori i quali occupano le più importanti cariche politiche, religiose e civili, anche il popolo non è da meno a fedeltà verso gli angioini tanto che re Carlo II premia la città decorando lo stemma comunale con una quercia d'oro in campo rosso con su scritto fedelissima.
Nel 1326 la città passa sotto il potere di Roberto, fondatore insieme al fratello Filippo del vasto principato di Taranto.
Inizia per Bisceglie , ed altre città vicine un periodo di instabilità e lotte interne dovute al malgoverno della regina Giovanna I, detta dei quattro mariti, succeduta a Roberto.
Intrigante e capricciosa, con l'aiuto del conte Pipino da Barletta, fa uccidere il marito Andrea d'Ungheria subendone poi le conseguenze di suo cognato il re Luigi d'Ungheria sceso in Italia per vendicarne la morte del fratello Andrea.
L'opera della regina , che nel frattempo si era rifugiata ad Avignone presso il Papa, accende in tutta la Puglia focolai di ribellione e di guerriglia fino al 1352 quando per intercessione del Papa il re d'Ungheria riconosce Giovanna regina di Napoli.
L'ultimo atto di guerriglia nella contea di Bisceglie si ebbe tra Luigi I d'Angiò e Carlo III di Durazzo al seguito del quale c'era il capitano di ventura Alberico da Barbiano.
Nella notte del 13 Settembre il Barbiano riusciva ad entrare in Bisceglie, attraverso un varco aperto presso la chiesa di San Nicolò al Porto ed a scacciare i francesi dopo aver seminato orrore e morte tra gli abitanti.
Ora la città è divisa in due fazioni, i durazzeschi e gli angioini.
Questi ultimi stanchi delle violenze ad opera di Carlo III di Durazzo, aprirono le porte della città all'esercito di Luigi I d'Angiò che rioccuparono la città, sfogando sulla popolazione il tradimento subito nonostante i tentativi di impedirlo fatti dallo stesso Luigi I il quale rientrato in città vi morì pochi giorni dopo a causa delle ferite riportate durante la battaglia.
Il corpo verrà sepolto nella chiesa di San Ludovico , dove più tardi sulle stesse rovine sorgerà la chiesa di San Luigi.
Dal 1405 al 1414 il feudo cade sotto il diretto controllo della regina Givanna II la quale concede a Bisceglie alcuni privilegi come l'esenzione del pagamento di alcune tasse.
A complicare il periodo angioino vi entra anche lo scisma cattolico, infatti a Bisceglie troviamo un vescovo scismatico, eletto dall'antipapa, certo Nicola Petracino il quale aveva come cattedra vescovile la chiesa di San Adoeno.
A ricordare il periodo dell'antivescovo in Sant'Adoeno, si conserva ancora il sigillo episcopale.


GLI ARAGONESI

Il periodo Angioino, ormai scosso dalle lunghe lotte di successione e sempre più debole di fronte alla prepotenza dei feudatari, inizia un periodo di decadenza.
Nel 1442 una nuova crisi interna dà l'occasione a Alfonso V d'Aragona di scacciare definitivamente gli Angioini dal regno instaurandovi una dinastia Aragonese .
La conquista della Puglia da parte di Alfonso V risulta difficile a causa della fedeltà mostrata dalle città pugliesi verso gli Angioini.
Bisceglie in particolar modo memore dei benefici ricevuti dagli Angioini, divenne uno dei più vivaci centri di resistenza angioina.
La ribellione di Bisceglie venne duramente repressa dagli Aragonesi i quali riaffidarono il feudo a Giovanni Antonio Del Balzo Orsini.
Quest'ultimo insofferente della politica aragonese, che tendeva a privilegiare i piccoli proprietari terrieri a danno dei feudatari, si alleò con altri baroni contro il re Ferdinando I d'Aragona ricorrendo all'aiuto di Giovanni d'Angiò duca di Calabria.
La Puglia fu in quel tempo teatro di sanguinose guerriglie fino al 21 Settembre 1462 quando fu firmato un accordo tra Ferdinando D'Aragona e i Del Balzo Orsini,
Esso prevedeva che in cambio del giuramento alla corona tutti i titoli e privilegi che Bisceglie possedeva prima della guerra fossero riconfermati(detenzione di un corpo di guardie campestri,
elezione dei pubblici ufficiali esenzione delle tasse al 50%).
Il conte Francesco II Del Balzo riottenne così Bisceglie iniziando un lungo lavoro di restauro ed abbellimento della città.
Inizia la costruzione della nuova cinta muraria più alta e robusta, con vuoti e terrapieni per renderla più consona alla nuova metodologia di guerra fatta con le armi da fuoco.
In questi anni il Conte fa restaurare gli altari della Cattedrale, riesumare le reliquie dei Santi le quali per l'occasione verranno sistemate in un'unica urna di cipresso richiamando una moltitudine di persone e di ammalati dai centri vicini.
In pellegrinaggio vi giunse lo stesso Re Ferdinando I con il figlio principe Alfonso.
E 'questo il periodo della costruzione del convento francescano presso la chiesa di San Lorenzo e la donazione da parte del Re al comune del largo del Palazzuolo.
Alla morte del Conte gli succede il figlio Pirro che l'anno dopo entrato nella Congiura dei Baroni contro il Re, perdeva del tutto il Feudo.
Bisceglie da contea diviene marchesato ed assegnata dal Re, Ferdinando I, al figlio Francesco e dopo la morte di costui al fratello Federico il quale, succeduto al padre Ferdinando, rende Bisceglie autonoma e libera da ogni vincolo feudatario.
Le principali famiglie del momento erano: Schinosa, Berarducci, Frisari, Pedone.
Tra tutte furono i Frisari, i quali imparentatisi con i Falcone nel 1400 divennero la famiglia più potente.

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LA SCHEDA DELLA CITTA': INFORMAZIONI GEOGRAFICHE E STORICHE - LO STEMMA DELLA CITTA'
INSEDIAMENTI PREISTORICI: I DOLMEN E LE GROTTE
INSEDIAMENTI STORICI: I CASALI
SCHEDE TURISTICHE: INFORMAZIONI STORICHE E TURISTICHE SU PALAZZI, CHIESE E CASALI.
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